Chiamata contadina per il 26 marzo

25 e 26 marzo: Arvaia partecipa allo sciopero per il clima e invita socie e socie a partecipare sia andando in Piazza Maggiore venerdì 25 dalle ore 9 (sito nazionale ed evento FB di Bologna) sia alla manifestazione nazionale GKN del 26 marzo a Firenze (articolo con info ed evento FB). Di seguito il testo che abbiamo condiviso con altre realtà dei movimenti contadini e di autogestione provenienti da varie parti d’Italia che parteciperanno alla manifestazione del 26. In quell’occasione Arvaia sarà presente come realtà partecipe della Rete per la sovranità alimentare dell’Emilia Romagna.

*RESISTENZA CONTADINA E SOVRANITA’ ALIMENTARE*

Raccogliendo l’appello del Collettivo di fabbrica GKN e di Fridays for future saremo in piazza a Firenze il 26 marzo insieme ai lavoratori e alle lavoratrici in lotta e a tutte e tutti coloro che hanno deciso di “convergere per insorgere per questo, per altro, per tutto”. Il nostro “per questo” è rendere visibile dentro il corteo uno spezzone contadino agroecologico che nelle sue pratiche concrete vuole costruire qui ed ora alternative al sistema di sfruttamento delle persone e della natura che ci sta portando al disastro.
Invitiamo tutte le realtà che condividono questa impostazione a un preconcentramento alle ore 14 a Santa Maria Novella per arrivare insieme a Piazza Vittorio Veneto, dietro lo striscione “Resistenza contadina e Sovranità alimentare“. Ogni realtà caratterizzerà lo spezzone con propri striscioni o strumenti comunicativi che evidenziano le proprie pratiche.
Firmato:
GC Firenze
Mondeggi Bene Comune
Campi Aperti  e Rete per la Sovranità Alimentare
Fuorimercato, autogestione in movimento
RiMaflow, fabbrica recuperata, Milano

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ECCO IL TESTO DELL’APPELLO NAZIONALE:

FIRENZE 26 MARZO
MANIFESTAZIONE NAZIONALE
ORE 14:30 PIAZZA VITTORIO VENETO – LATO PARCO CASCINE
25-26 marzo: per questo, per altro, per tutto. Insorgere con Gkn in una giornata di volontà collettiva
Vi chiediamo qualche minuto di attenzione. Per leggere e far conoscere ad altre persone il contenuto di questo testo.
Il 26 marzo a Firenze – in collegamento con lo sciopero globale del clima del 25 marzo – il Collettivo di Fabbrica Gkn e il Gruppo di Supporto Insorgiamo lanciano una nuova data di insorgenza. E’ una scadenza di lotta “per noi”, perché la vertenza Gkn è tutt’altro che conclusa, la reindustrializzazione è tutta solo sulla carta. E sarà in ogni caso un processo lungo, dagli esiti incerti e verificabili solo nel tempo.
Abbiamo ottenuto finora solo una vittoria parziale, che va resa irreversibile e generalizzata. E tutt’oggi rischiamo di essere dentro un nuovo calcolo. Non ci hanno sconfitto i licenziamenti in tronco, ora rischiamo il logoramento da ammortizzatore sociale, incertezza e attesa. Un cassaintegrato dentro una fabbrica ferma è potenzialmente solo un licenziato alla moviola.
Per portare a termine la nostra lotta dobbiamo continuare a cambiare i rapporti di forza nel paese. E se cambiano, cambiano a favore di tutti e tutte. Per questo sarà anche una scadenza di lotta “con noi”, “per i vostri problemi”, perché Gkn deve aprire un precedente virtuoso. Non c’è fabbrica salva in un paese che non lo è. Nessuno si salva da solo.
Vogliamo sconfiggere tutte le delocalizzazioni, rimettere al centro la questione salariale, il carovita e bollette, la riduzione d’orario a parità di salario, l’abolizione del precariato, rivendicare un polo pubblico per la mobilità sostenibile. E rimettere al centro la condizione di lavoratori e lavoratrici incontrate in questi mesi, che siano del settore pubblico o privato, di quello industriale o scolastico, di trasporti, sanità, spettacolo, informazione, fissi, precari, in appalto, autonomi, migranti.
Ed è una giornata in cui convergono lotta contro la guerra, ambientale, sociale, transfemminista, per i diritti civili, di chi ha disabilità, delle reti di economia solidale e mutualistica e quelle di solidarietà internazionale. Perché abbiamo imparato che tutto si tiene, tutto si influenza. Solo in questa convergenza, solo appiccicati, tiene botta e si forma quella classe dirigente dal basso che può rilanciare il paese. Questa convergenza è chiamata a farsi maggioranza sociale e classe dirigente.
Il 26 marzo vuole essere una data radicale, in grado di andare alla radice dei processi, e fuori dall’emergenza.
A settembre ci siamo mobilitati con forza ma per un’urgenza imposta dai licenziamenti dichiarati da un fondo finanziario. Eppure quei licenziamenti non erano nati in un giorno solo; erano il risultato di processi decennali di arretramento dei diritti, di crisi sistemica e di finanziarizzazione dell’economia. E quei processi non sono di certo spariti, semmai peggiorati. Non bisogna sentire solo il rumore dell’albero che cade ma cogliere il suono del sottobosco che cresce.
Noi vi chiamiamo di nuovo in piazza, al di là dell’emergenza di mobilitarsi solo quando scade il contratto, l’appalto, si annunciano licenziamenti, delocalizzazioni, zone rosse e guerre. Fuori dallo stato emergenziale, per andare alla radice dei processi che lo causano. Per smettere di avere una agenda imposta da altri e costruirne una imposta dalla nostra volontà. Per questo, per altro, per tutto, #insorgiamo.

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