La guerra e la sovranità alimentare

Non era previsto, ma prevedibile. Una pandemia e la guerra riusciranno forse a farci ascoltare quello che da tempo diciamo sulla necessità di riappropriarci almeno in parte della produzione del cibo, con un cibo locale, sostenibile, vicino a chi mangia. Rilocalizzare non significa chiudersi al mondo in una visione sciovinista e localista, ma al contrario riconoscere le storture di un processo di globalizzazione predatorio e fragile, mentre la produzione locale di cibo si dimostra più resiliente quando i prezzi dei carburanti crescono a dismisura, il commercio mondiale s’inceppa e le bombe bloccano le navi e arano i campi. Grano e mais nelle borse di Chicago e Parigi che fissano le quotazioni mondiali hanno superato i massimi storici crescendo del 50% in una settimana. Si calcola che la guerra farà mancare non si sa per quanto tempo circa un terzo della produzione mondiale di cereali dal mercato. Aumentare la produzione di cereali in Italia non è facile e rivedere alcune politiche di sostegno alla rinaturalizzazione di parte dei terreni agricoli sulla spinta del conflitto è una china pericolosa. La risposta secondo noi non è nella rinuncia al principio di precauzione su OGM e ai limiti sui pesticidi per aumentare la produzione, ma un cambiamento degli stili di vita e dei consumi che pratichiamo da anni.

Abbiamo sempre concepito il lavoro di Arvaia come una resistenza pacifica e gioiosa alla deriva commerciale del cibo come commodity, che invece di nutrire le persone le affama minando la sicurezza alimentare di tante comunità costrette a lavorare per esportare le derrate più richieste sui mercati internazionali invece di produrre il cibo per sfamarsi.

Si dice che la speranza è una disciplina, più che un sentimento spontaneo. Noi ci siamo, coltiviamo anche quella, insieme alle verdure e al grano per il pane. Mangiare quello che si coltiva non è più un piccolo lusso per un’esperienza di nicchia, diventa insieme una necessità quotidiana (anche nel nostro ricco occidente) e un atto di giustizia.

(per approfondire, segnaliamo questo articolo della Associazione Rurale Italiana (ARI): https://www.assorurale.it/2022/03/14/la-logica-della-borsa-nera-e-il-non-facciamo-mancare-il-pane-agli-italiani/ )

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