Come calcoliamo la quota ortaggi CSA 2022

Cara socia, caro socio,

nei prossimi giorni riceverai via e-mail il link al modulo con cui manifestare la tua adesione alla prossima fornitura di Arvaia.

Come sai, siamo una comunità in cui i soci si impegnano ad anticipare le spese necessarie per sostenere la produzione agricola ed in cambio ricevono, dividendolo tra loro, il raccolto del campo ed i benefici delle attività svolte dalla società cooperativa, garantendo così un sistema di produzione e consumo di cibo sano e di stagione ed una conduzione agraria rispettosa della natura e del paesaggio. Prima dell’inizio di ogni anno agricolo, che va da aprile a marzo dell’anno successivo, raccogliamo le adesioni dei soci che intendono ricevere una parte del raccolto di ortaggi e si impegnano a prefinanziarlo per tutto l’anno. Il meccanismo attraverso cui lo facciamo si chiama “asta”: è un momento (tradizionalmente in presenza, in questi anni online) in cui i soci e le socie che hanno aderito possono fare la loro libera offerta per concorrere alla copertura delle spese necessarie alla produzione agricola. Tutti gli anni, sulla base del bilancio di previsione e delle adesioni dei soci calcoliamo una “quota media consigliata”; ovvero la quota che ciascun partecipante dovrebbe offrire per coprire interamente le spese, e la comunichiamo ai soci. I soci poi offrono di più o di meno, a seconda delle loro possibilità, e le offerte si compensano.

In questi anni Arvaia ha garantito a tutti i soci che hanno aderito alla redistribuzione del raccolto degli ortaggi verdure freschissime, biologiche e coltivate direttamente da noi. Negli anni siamo cresciuti, e all’entusiasmo pioneristico dei primi momenti, in cui ogni sacrificio sembrava giustificato, dobbiamo via via sostituire una maggiore stabilità contrattuale ed economica per i lavoratori (intraprendendo un percorso che in qualche anno ci porti a stabilizzare i lavoratori che sinora hanno lavorato come avventizi) e contestualmente ottimizzare produzione e distribuzione riducendo i carichi di lavoro, che restano ancora molto pesanti.

Inoltre, purtroppo anche noi saremo toccati pesantemente dai rincari dell’energia elettrica, del gasolio per i trattori e del nostro fornitore di piantine biologiche, che ci ha prospettato aumenti che vanno dal 20 al 50% rispetto al 2021. Rimaniamo una risposta resiliente ed efficace alla agricoltura industriale e alle sue principali storture (danni ambientali, sfruttamento sistematico delle persone e delle risorse, sottrazione alle comunità locali del controllo sul proprio cibo) ma non siamo immuni da dinamiche molto al di là della nostra possibilità di intervento.

La quota media consigliata per il prossimo anno agricolo 2022-2023 è di 17,70 euro a settimana, 920 euro per una parte intera di raccolto (8,85 e 460 per la mezza parte). E’ la quota che ci consente di avere più lavoro stagionale in campo nei faticosi mesi estivi e di dare più sostegno alle attività di mercato e distribuzione che rappresentano una parte importante delle entrate della cooperativa, nonché di sopportare i rincari che inevitabilmente subiremo.

Di fronte a rincari e difficoltà, come comunità abbiamo una carta in più, una carta decisiva : la solidarietà che pratichiamo concretamente da sempre attraverso il meccanismo dell’asta. A fronte della quota media consigliata, come sempre, sarà possibile fare una diversa offerta, a seconda delle proprie possibilità. Forti di questo meccanismo, che ha sempre garantito a tutti coloro che lo desideravano di poter mangiare le nostre ottime verdure, ti chiediamo di offrire serenamente quello che ritieni sostenibile per te e di non rinunciare alla fornitura se non puoi dare la quota media consigliata. Più siamo e minore sarà il peso su ciascuno. Sosterrai efficacemente e attivamente la cooperativa se sceglierai di mangiarne i prodotti aderendo alla fornitura annuale, con la offerta che puoi fare. Allo stesso modo, se puoi fare una offerta più alta rispetto alla quota media consigliata, ti invitiamo a farlo perché servirà a mantenere accessibile a molti un cibo “buono” in tanti sensi. Insieme troveremo la quadratura dei conti e terremo in vita la nostra esperienza di sovranità alimentare.

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