Bilancio preventivo: qualche conto sull’anno 2021

I mesi precedenti all’apertura del nuovo anno agricolo che come sempre inizia ad Aprile, è preceduto da calcoli per approssimare l’ammontare della quota che ogni socio/a si impegna a versare per supportare la produzione annuale. Questi conti naturalmente dipendono da diversi elementi: tra i costi incidono le spese per produzione agricola, i costi del lavoro e consulenza, gli ammortamenti e gli investimenti, l’affitto che paghiamo al Comune, le utenze; tra i ricavi le quote versate dai soci, i progetti a cui partecipa Arvaia, i contributi PAC, il mercato e la vendita diretta etc…

Le voci del bilancio preventivo, che ogni anno viene elaborato dal gruppo economia, per il 2021 presentano un quadro equilibrato, in cui il rapporto tra ricavi e spese sembra essere bilanciato per affrontare l’anno in serenità. L’ultimo anno ci ha insegnato più che mai ad esere prudenti con le previsioni, quindi, prendiamole come tali e ne approfondiremo gli andamenti a metà anno nella prossima assemblea.

I costi di produzione più corposi rimangono il costo per soci lavoratori e lavoratrici (160.000 euro), l’affitto al comune di Bologna di 25.000 e i costi per le materie prime, lavorazione terra, carburanti e manutenzione mezzi e attrezzature che si aggirano ai 43.000 euro. Le consulenze per commercialista, perito agrario, consulente lavoro di circa 14000 euro, che equivalgono i  costi per la trasformazione dei prodotti. Un elemento di attenzione che potrà modificare l’equilibrio sono le utenze: negli scorsi mesi abbiamo cambiato fornitore dell’energia elettrica passando a è Nostra  e ottenuto il permesso per scavare un pozzo e diventare autonomi per il fabbisogno idrico. La previsione di spesa per le utenze è stimata intorno ai 14000 euro che potranno diminuire se riusciremo ad iniziare entro l’anno lo scavo per il pozzo, per cui però sarà necessario un investimento collettivo per poter fare i lavori necessari di scavo.

I ricavi considerano l’adesione di 186 parti intere di ortaggi con quota media consigliata di 850 euro per un totale di 157.250 che insieme alle quote pane e trasformati aggiungono 18.000. Il mercato e la vendita diretta del mercoledì (si aggiunge un appuntamento a settimana in più) dovrebbero portare circa 35000 euro. La partecipazione a progetti europei, locali e la nuova convezione avviata con il settore cultura del comune permettono l’ingresso di altri 30000 euro a cui si aggiungono i 20000 dei contributi PAC. Infine il conferimento dei seminativi 20000 euro e le rimanenze in magazzino di 6000 euro permettono di chiudere il bilancio preventivo con un piccolissimo attivo di 2000 euro.

L’aspetto più importante che caratterizza la nostra esperienza e sul quale tutti/e insieme come Comunità possiamo lavorare è quello di continuare a coinvolgere sempre nuovi soci, affinchè si assicuri una presenza stabile e continuativa delle adesioni alla CSA. Ad oggi il numero previsto con cui inizieremo l’anno agricolo è di circa 170 parti, e durante l’anno l’obiettivo sarà di arrivare alle 186 previste anche per essere serenti di poter far fronte ad eventuali costi del lavoro più alti. L’altro importante aspetto su cui continuaimo a lavorare con l’amministrazione è la possibilità di ridefinire una nuova concessione con relativo abbassamento/azzeramento dell’affitto, che nel caso dovesse realizzarsi sarà soltanto dal 2022 in avanti.

 

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