C’è Campo

RELAZIONE GRUPPO CONTADINI/E MARZO 2020

Marzo è stato per tutti e tutte un mese particolare, segnato da eventi extra-ordinari, in ultima la gelata e la neve, che hanno portato numerosi cambiamenti nella nostra quotidianità al campo.
Abbiamo adattato il comportamento individuale e collettivo per prevenire qualsiasi possibilità di contagio tra noi e tra I soci e le socie che hanno continuato a ritirare le verdure al campo ma soprattutto, il più grande stravolgimento è stato la mancanza di socie e soci volontari che animavano i giorni della settimana con la loro presenza al nostro fianco e il loro prezioso aiuto.
Come gruppo ci sentiamo di ringraziare il lavoro e l’impegno multiforme che settimanalmente ogni socio/a mette nel contribuire a rendere Arvaia una realtà possibile, perchè è proprio nei momenti di assenza che ci si rende davvero conto di quanto tutto questo non sia scontato e sia da valorizzare.
Un ringraziamento dal cuore e la voglia di rivedervi al campo il più presto possibile.

Un’altra cosa ci terrei a dire, sia a livello personale, sia spero incontrando il sentire dei miei compagni/e di lavoro riguardo proprio al modello produttivo che portiamo avanti: di fronte alla crisi dell’economia basata su scambi globali, sullo spostamento di merci e persone da una parte all’altra del mondo, un sistema articolato come quello della CSA di prossimità, risulta essere uno tra i modelli che attualmente riesce a continuare ad offrire un’alternativa di approvvigionamento di cibo, un bene essenziale, in contrapposizione ai supermercati della Grande Distribuzione Organizzata che vengono presentati e resi, dalle direttive, come l’unica struttura possibile di riferimento per poter soddisfare il bisogno primario dell’alimentazione, come se i prodotti si autogenerassero all’interno degli scaffali.
Questo dimostra quanto economicamente e socialmente ci si è dimenticati da dove proviene ciò che mangiamo e da quanti passaggi ci sono per ritrovarseli nel frigo di casa e come invece modelli di produzione agricola locale annullino gli anelli aggiuntivi della filiera di distribuzione.

Il modello CSA che seguiamo, che ci rende esterni ed estranei per la maggior parte della nostra produzione alle di logiche di commercio, mercato e spostamento delle merci, si presta come esempio di resistenza e resilienza a crisi totalizzanti come quella sanitaria, sociale ed economica che stiamo vivendo.
Rispetto alla maggiorparte dei settori produttivi e nello stesso ambito agricolo continuiamo a lavorare, a produrre e distribuire cibo sano, organico e coltivato in prossimità facendo sì che coloro che han scelto di sostenere certi circuiti produttivi non siano costretti a rivolgersi al supermercato (almeno per le verdure) ed non meno importante, i lavoratori e le lavoratrici non vedono minacciata la propria occupazione perchè grazie ai soci e alle socie che si sono impegnate questo anno, abbiamo già un canale di distribuzione di ciò che produciamo e coperto una parte delle nostre spese; infine riusciremo a continuare a coltivare relazioni umane e senso di comunità grazie all’impegno del gruppo distribuzione e mercato nel permettere a tutti/e di ricevere la quota settimanale.
Anzi, forse questo momento, riprendendo una citazione, può essere un’ ottima occasione di crescità per il nostro progetto, riscoprendoci più forti e più comunità di quanto non siamo stati fino ad ora.

Ritornando all’aspetto agricolo del progetto, marzo è stato un mese per la maggiorparte caldo e secco, in linea con il trend climatico che vede l’inverno di quest’anno come uno dei più caldi mai registrati. Questo ci ha permesso di portare avanti molti lavori.

Ortaggi:

Il mese si è inaugurato con la semina delle patate ed è stato particolarmente intenso nelle attività di preparazione delle colture primaverili ed estive, grazie anche alla clemenza del meteo.
Abbiamo preparato I tunnel che a partire dalla seconda settimana del mese hanno ospitato le principali colture primaverili-estive: infatti abbiamo trapiantato 600 piantine di pomodoro da mensa, 400 piantine di melanzana, 400 piantine di zucchino e 200 piantine di melone.
Quest’anno nello specifico abbiamo scelto:
– 2 varietà di zucchino: uno chiaro e uno scuro (come l’anno scorso ma abbiamo aumentato il numero di piante dello zucchino scuro visto che è piaciuto di sapore e anche come coltivazione si è dimostrata resistente e duratura in campo);
– 4 varietà di pomodoro da mensa: due cultivar di cuore di bue, Arawak e Liguria, un po’ più precoce; il tondo da insalata Paulette e il datterino giallo Dolly e il pomodoro Nero di Crimea, un insalataro sui generis
– 2 varietà di melanzana: la tonda e la striata, quest’ultima in numero di piante molto minore rispetto alla prima per vedere come viene e com’è di sapore.
– 1 varietà di melone, come l’anno scorso.
La scelta di non cambiare troppo le varietà coltivate di anno in anno è dettata principalmente dalla prudenza e dall’esperienza: avere provato e verificato sul campo che una certa cultivar risponde bene alle nostre tecniche di coltivazione e che ha una buona resistenza alle malattie (tanto da permetterci di limitare gli interventi di cura) porta al ripetere l’esperienza l’anno successivo, senza però privarci della scoperta di nuove varietà da testare in quantità minori, come nel caso dei pomodori e della melanzana.
Queste specie di ortaggi, nonostante fossero in tunnel, sono stati duramente colpiti dalla gelata del 23-24 marzo e le piantine morte sono state prontamente rimpiazzate a fine mese.
Oltre al fatto di dover ripetere l’operazione di trapianto e ricomprare le piantine, probabilmente questo comporterà lo slittamento dell’entrata in produzione a due settimane dopo il periodo atteso.
Per fortuna, i cicli naturali insegnano anche la pazienza.

La specie che tra queste si è salvata è il melone, perchè coperto con il tessuto non tessuto appena dopo il trapianto, in quanto è una specie che ha bisogno di temperature che si mantengano abbastanza alte per poter crescere senza frenate.
Assieme a queste sono sopravvissuti anche I cetrioli, che abbiamo trapiantato sempre nella prima metà del mese ma in uno dei tunnel che si trovano a destra della sede. Questa parte di impianto ha resistito meglio alla gelata ed Infatti si sono salvati anche tutti gli ortaggi a foglia: le semine di rucole e ravanelli, le giovani lattughe, le bietole da costa e la catalogna.

Rimanendo tra le verdi verdure a inizio del mese abbiamo anche seminato all’aperto la senape rossa, che probabilmente insaporirà le nostre insalate a maggio.

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