Vi diceva mai la nonna che il pane non si butta mai via?

Quel pezzo di pane ancora perfetto nell’aspetto ma veramente duro che non si affronta né coi denti né col coltello… e non è che sul balcone ci posso mettere le galline! Ed è fatto coi grani antichi di Arvaia, col sudore della nostra fronte, e cotto da Brisa, insomma è roba buona! Bene, no, non si butta via niente e anzi si fa presto prestissimo ed è così facile che più facile di così non si può. Con gli avanzi delle verdure della vostra parte fate un bel brodo, saporito, rimineralizzante, confortante nelle giornate di inverno. Si può arricchire con la crosta (ripulita) del parmigiano, con un po’ di olio spezie o erbe aromatiche, si immerge il pane secco e si mette sul fuoco.
Appena il pane comincia ad inzupparsi, date una vigorosa mescolata con un cucchiaio di legno, fate sobbollire qualche minuto e la vostra zuppa è pronta.

Una versione più elaborata di questa antica pratica casalinga di riutilizzo degli avanzi prevede di ammollare il pane raffermo in un po’ di latte tiepido, strizzarlo, amalgamarlo con passata di pomodoro, verdure stufate a scelta, dadini di formaggio, un cucchiaio d’olio e un uovo. Si impasta per bene e si versa in uno stampo foderato di carta forno e si cuoce in forno circa 30 minuti a 200 gradi.
La vostra torta salata di pane vecchio è pronta. Agli amici potete anche non dire che è di pane raffermo, anche se pubblicizzarlo spudoratamente, invece, vi può fare guadagnare punti ai loro occhi in sostenibilità e sobrietà felice!

Articolo precedente
Vademecum asta 10 febbraio 2018
Articolo successivo
Sotto la pioggia e la neve i cavoli da foglia continuano imperterriti…
Nessun risultato trovato.