Agricoltura sostenibile in pillole

Siamo abituati a verdure perfettamente pulite sugli scaffali dei supermercati, dalle quali si rimuove tutto quello che si ritiene “sgradito” o inutile… ma spesso si tratta di un ingiustificato spreco alimentare perché con le parti a torno ritenute meno “nobili” o appetitose dei frutti e delle piante si possono fare moltissime cose buone… qualche esempio di utilizzare i “rifiuti”?

-le foglie della barbabietola rossa sono, appunto, bietola e hanno tutti gli usi della sua parente selezionata per la foglia: ottime nelle zuppe, per un pesto che condisce la pasta, nel ripieno delle torte salate

-le “barbe” del finocchio sono profumatissime e danno un gradevole sentore di anice a minestroni e zuppe; anch’esse possono entrare nella confezione di pesti per condire la pasta. Se volete provare il brivido nordico d qualche salsa allo yogurt o al formaggio fresco tipo quark che accompagnano patate o altre verdure lesse, oppure il pesce (quello azzurro, l’unico veramente sostenibile per i mari e il portafoglio!) sostituiscono più che degnamente l’aneto e in genere hanno tutti gli usi del finocchietto selvatico fresco. Nell’estrattore di succo il gambo del finocchio e le parti esterne più coriacee si mescolano piacevolmente alle altre verdure o alla frutta

-le foglie del sedano rapa sono anch’esse sedano! Aggiungono sapore a minestre e minestroni, vanno benissimo in un preparato per dado casalingo… ma questo è un altro capitolo, alla prossima puntata!

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