C’è campo

Alcuni peperoni della mia parte hanno la punta marcia, mi arrabbio e li butto via? No, per favore, aspetta: il “marciume apicale” è sintomo di stress della pianta che non riesce a maturare correttamente i frutti e può avere diverse concause, tra cui le temperate molto, troppo alte sono certamente una delle più significative. Tutti gli anni affrontiamo un lavoro impegnativo per costruire una struttura che protegga le piante di peperone dal sole (vanno infatti ombreggiate con un telo apposito) per evitare che la luce troppo intensa “scotti” alcune parti del frutto. Stiamo lavorando anche sui parassiti (con il progetto Macarena di cui vi abbiamo raccontato nella newsletter della scorsa settimana) e su una migliore concimazione e fertilità del terreno, ma purtroppo nulla possiamo contro l’innalzamento delle temperature e le ondate di calore, che sappiamo diventeranno mediamente più frequenti nelle nostre estati. L’esperienza di questi ultimi anni ci dice infatti che, passato il periodo più caldo dell’estate, verso l’autunno le piante riprendono una produzione abbondante fino ai primi freddi.

Giovedì mattina all’alba (verso le sei!) prima del caldo torrido, vi aspettiamo per i primi trapianti di cavoli per l’autunno e l’inverno.

Una volta eliminata la parte deteriorata, il peperone è perfettamente commestibile e di buon sapore: sarebbe veramente contrario ai nostri principi non distribuire e invece buttare un cibo buono, che, a parte questa imperfezione, si può gustare tranquillamente. Perciò niente paura, un poco di scarto in più, purtroppo, e via alle peperonate estive!

Caldo e siccità che non ci danno tregua significano purtroppo anche un raccolto di patate probabilmente inferiore alle aspettative.

In compenso abbiamo raccolto più di 4 quintali di ottima cipolla tropea e anche cominciato a gustare le prime angurie. Niente di meglio per combattere la sete che una fetta di cocomero fresca e aggredita a morsi,ricca di acqua, vitamine e potassio, ma approfittando delle ottime cipolle tropea, potete lanciarvi anche in una ricetta un po’ più fantasiosa, come suggerisce

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