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L’idea

Arvaia

La “contadinità” della città di Bologna, è un carattere evidente sin dal medioevo, con gli innumerevoli orti dentro  e fuori mura, che caratterizzano l’iconografia della città storica. Bologna, nonostante urbanizzazione e industrializzazione, continua a detenere quasi il 50% di suolo comunale per uso agricolo, boschivo e naturale. Bologna è tra le prime città in Italia per numero orti urbani (20 insediamenti in città, per un numero superiore ai 2700 orti gestiti da anziani e famiglie) nati già negli anni ottanta. A partire da esperienze come gli orti comunitari (OrtTalon di Casalecchio di Reno), il crescente numero di GAS (gruppi d’acquisto solidale), i 5 mercati contadini settimanali di produttori locali gestiti dall’associazione CampiAperti e una crescente domanda di cibo e cultura del biologico, è nato il bisogno di coniugare il desiderio di “ritorno alla terra” con l’obbiettivo della “sovranità alimentare” in città: che i cittadini bolognesi, coltivino il cibo che consumano sul suolo pubblico.

Il 15 febbraio 2013, dopo un anno di gestazione, abbiamo dato vita ad Arvaia, cooperativa di cittadini, coltivatori, biologici. Arvaia in bolognese si scrive arvajja) è il nome dialettale del pisello (genere pisum). Il pisello è una delle prime piante coltivate dall’uomo nel Neolitico (Wikipedia). La grande novità, consiste nel fatto che questa cooperativa ha l’obbiettivo di coltivare la terra, attraverso una gestione collettiva dei soci, dalla semina al raccolto, destinato prevalentemente alla comunità dei soci stessi. Questo modello si chiama CSA (community supported agricolture) ed è un sistema che abbiamo imparato a conoscere da alcune esperienze centro-nord europee che lo applicano; Arvaia è la prima in Italia ad applicare questo modello e lo fa su suolo comunale pubblico. Si tratta quindi di gestione collettiva di un bene comune a fini di sussistenza, che ha tra le sue finalità l’occupazione, la crescita della partecipazione sociale, il monitoraggio e la difesa del territorio, la diffusione dell’agricoltura biologica/biodinamica, il recupero delle colture tradizionali, il ridimensionamento del mercato e degli scambi monetari, l’utilizzo dell’autocertificazione partecipata sui prodotti e lo sviluppo di una rete di relazioni con enti, associazioni e soggetti in Italia e all’estero, animati dai medesimi obbiettivi (Consulta il nostro Statuto e il network).

Le attività agricole vengono svolte nell’ottica produttiva in appezzamenti e non in piccoli orti singoli, seguono la filosofia della agricoltura contadina privilegiando ove possibile l’utilizzo della manodopera all’utilizzo di capitali. E’ previsto fin dal 2013 l’impiego di 3 persone regolarmente dipendenti della coop, arrivando in cinque anni a coinvolgere a tempo pieno fino a 10 persone in attività di produzione vegetale orto-frutticola e zootecnica avicola passando in seguito all’allevamento bovine ed alle trasformazioni. Al momento Arvaia, coltiva circa 3 ettari di suolo comunale (suolo e terra), pagando regolare affitto, dentro un vasta area di circa 50 ettari, chiamata Villa Bernaroli e borgo Morazzo a Borgo Panigale, aree destinate ad uso agricolo esclusivo, con una delibera del 2007, che ha costituito “il parco città-campagna” in quell’area. Arvaia, aspira alla costruzione di un progetto partecipato di agricoltura biologica su tutta l’area del parco.

I soci si riuniscono periodicamente, concordando strategie, definendo il piano delle colture; settimanalmente il raccolto viene incassettato e inviato ai vari punti di distribuzione in città, dove i soci/cittadini che hanno preacquistato l’intero raccolto stagionale (autunno/inverno, primavera/estate), ritirano i prodotti orticoli freschi. I soci possono frequentare il campo ed è chiesto loro, un contributo in manodopera di qualche mezza giornata all’anno. Frequentare il campo, significa imparare e diventare consapevoli di ciò di cui si ci nutre, carestie ed eccedenze diventano così una risorsa condivisa e la stagionalità riassume il suo di ruolo di regolatore della vita.

Molte realtà, istituzioni, enti, anche non agricole, ci stanno contattando per conoscere il valore intrinseco di questo nuovo modello economico-sociale. Arvaia sta già estendendo la specificità agricola a frutteti, piante aromatiche e oltre a coltivare, è già un’esperienza con relazioni nel campo della progettazione e della formazione (vedi pagina delle Attività).

Approfondimenti

Documenti

In questa sezione trovi:

  • Dichiarazione di Nyeleni 2011
  • Manifesto del contadino impazzito di Wendell Berry
  • Materiale informativo da scaricare e divulgare.

Statuto

Lo statuto di Arvaia Società cooperativa agricola.

Regolamento

Regolamento del Rapporto Mutualistico tra Cooperativa e Soci Fruitori.